“I Buoni Frutti” il primo progetto di franchising sociale dell’agricoltura italiana

logo IBFE’ nato nel 2015 “I Buoni Frutti” il primo progetto di franchising sociale in agricoltura a sostegno dell’innovazione sociale e della diffusione di pratiche e prodotti di agricoltura sociale.

“I Buoni Frutti” nasce dalla condivisione di conoscenze e intenti tra l’Università di Pisa – Dipartimento di Scienze Veterinarie e AiCARE (Agenzia Italiana per la Campagna e l’Agricoltura Responsabile e Etica) ed è maturato in anni di ricerche e azioni condotte dai due soggetti in agricoltura sociale. In particolare l’Università di Pisa da oltre 15 anni studia e promuove, in collaborazione con Enti, imprese, associazioni e territori, le valenze dell’agricoltura sociale come pratica di innovazione sociale, modellizzando i protocolli attuativi e definendo metodi di supporto allo sviluppo delle pratiche private e pubbliche; AiCARE da 10 anni svolge un’intensa attività di scouting ed analisi di buone pratiche in agricoltura sociale, promuovendo rete sul territorio nazionale tramite l’uso di strumenti innovativi.

I Buoni Frutti è un progetto che ha l’obiettivo di valorizzare i prodotti realizzati all’interno di percorsi di agricoltura sociale e promuovere buoni progetti di agricoltura sociale mediante la diffusione di modelli di lavoro testati. In Italia, l’agricoltura sociale è un mondo relativamente nuovo che coinvolge attori diversi – imprese agricole, cooperative sociali di tipo B, associazioni di volontariato, istituzioni pubbliche – e che in modo fecondo crea, allo stesso tempo, valori economici e sociali. In Italia pur non esistendo ancora un censimento delle pratiche, sui territori si possano stimare centinaia di realtà che producono ogni giorno inclusione sociale, lavorativa, formazione e servizi innovativi alla persona in una fase di crisi del welfare pubblico e del sistema produttivo.

Ad esempio, dice Francesco Di Iacovo, professore di Economia Agraria dell’Università di Pisa, “una ricerca dell’Università di Pisa ha evidenziato che i prodotti di agricoltura sociale di processi correttamente gestiti creano: valori pubblici (per ogni kg di prodotto un risparmio di spesa pubblica di 0,74 € rispetto al costo di servizi alternativi, e 7 minuti di lavoro inclusivo di persone a bassa contrattualità con un’efficacia superiore rispetto a pratiche ordinarie), valori per i consumatori (0,70€ di risparmio rispetto a prodotti di agricoltura biologica sui mercati ordinari) e valori privati (un margine di 0,30€/kg per il progetto al netto dei costi)” (UniPisa progetto www.ortietici.it).

La cooperativa agricola sociale La Sonnina di Genazzano (Roma), parte del gruppo di imprese che hanno avviato l’affiliazione a “I Buoni Frutti”, sottolinea come sia spesso difficile comunicare il valore sociale dei propri prodotti e come l’utilizzo de I Buoni Frutti, marchio credibile e riconosciuto sul territorio, possa aiutarli in questo. Afferma, inoltre, come oltre l’azione di riconoscimento dei prodotti I Buoni Frutti agisca in termini di servizi per le imprese, favorendo azioni di networking, confronto, formazione ed apprendimento condiviso valorizzando anche la propria esperienza.

Per Paola Scarpellini, Presidente di AICARE “I Buoni Frutti vuole accelerare la diffusione delle buone pratiche di agricoltura sociale facilitando la diffusione regolata dell’innovazione e accompagnando processi di creazione di valore sociale ed economico utili per rispondere a parte dei bisogni oggi presenti nella società italiana”.

Lo strumento scelto è quello del franchising sociale, che utilizza la tecnica del franchising commerciale adattandolo a una funzione pubblica, capace di trasferire conoscenze ed esperienza da imprese e territori di successo verso nuovi interlocutori meno esperti. L’obiettivo è permettere alle persone di lavorare insieme in modo corretto e rapido su un’idea condivisa, guidati da uno scopo innovativo di civismo collaborativo, e assicurando, allo stesso tempo, nuove alleanze tra il variegato mondo produttivo agricolo e quello dei servizi alla persona.

Dimensione e caratteristiche del circuito I Buoni Frutti

Al franchising sociale I Buoni Frutti sono in corso di affiliazione oggi 7 realtà, praticanti agricoltura sociale in Italia: si tratta di cooperative agricole, cooperative sociali ed un’aggregazione fra impresa agricola, cooperativa sociale ed ente pubblico. Sul sito I Buoni Frutti è presente una mappa con la collocazione, la descrizione, i servizi ed i prodotti delle singole imprese. Altri produttori hanno intrapreso il percorso di affiliazione a I Buoni Frutti.

Queste esperienze occupano attualmente 48 persone, includendo al lavoro 20 persone a bassa contrattualità (con disabilità mentale, dipendenze, rifugiati, vittime di tratta) per un fatturato complessivo di circa 900 mila euro proveniente dall’attività della produzione agricola, dall’attività di trasformazione e vendita dei prodotti trasformati, e dalle attività connesse, quali agriturismo, vendita diretta ed attività didattiche. Queste ultime tipologie di attività hanno una rilevanza, sia in termini di spazi di mercato sia in termini di diffusione di messaggi positivi ed inclusivi (fra i bambini, le famiglie, le scuole), contribuendo a creare e rafforzare l’alleanza fra produttori e consumatori intorno al tema della produzione di un cibo portatore di significati e senso, che definiamo cibo civile. Queste imprese agiscono in un sistema di reti territoriali, collaborando con i Comuni, con il sistema dei servizi socio-assistenziali, con le associazioni. Oltre ai lavoratori coinvolti, intorno alle imprese ruotano e collaborano con esse dei volontari (attualmente circa 30 volontari complessivamente). I canali commerciali utilizzati da queste imprese sono rappresentati da: Gruppi di acquisto solidale (Gas), vendita diretta in azienda, fiere e mercati, mense, negozi.

Da alcune settimane è entrata in vigore la legge nazionale sull’agricoltura sociale (legge 141/2015, 23 settembre 2015). Il riferimento normativo faciliterà il riconoscimento delle azioni di quanti sull’agricoltura sociale già operano, allo stesso tempo, assicurerà chiarezza normativa per quanti si avvicineranno per la prima volta al tema accrescendo interesse. La legge nazionale, però, richiederà specifiche applicative volte a facilitare la corretta diffusione dell’agricoltura sociale nei territori, guardando alle esperienze virtuose di chi già ha operato sul campo in questi anni. In questa direzione agisce “I Buoni Frutti”, strumento inclusivo, teso a favorire la discussione ed il confronto fra tutti gli attori dell’agricoltura sociale sul territorio nazionale per diffondere rapidamente buone pratiche e contribuire a nuove forme di inclusione sociale attiva di persone a bassa contrattualità, oggi, purtroppo, in numero crescente per tipo e numero.